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Scritto da Administrator   
Sabato 05 Febbraio 2011 01:06
Un Mondo che cambia

Ci stiamo facendo del male da soli

lunedì, 10 marzo, 2008

L’umanità da alcuni decenni a questa parte sembra dirigersi a grandi passi verso il più totale degrado ambientale. I segnali allarmanti sono innumerevoli e l’ambiente grida vendetta mentre l’uomo, tra disquisizioni e dotti congressi, continua nella sua folle corsa distruttiva.

La natura viene aggredita in ogni suo aspetto: la selvaggia corsa alle costruzioni ha fagocitato le campagne, distruggendo spazi liberi e zone molto verdi; l’industrializzazione incontrollata ha distrutto gli equilibri degli ecosistemi, ha inquinato terre, mari, falde acquifere, la stessa aria che respiriamo; l’abbattimento selvaggio di interi boschi, lo scempio che da anni si sta compiendo nel polmone della terra, l’Amazzonia, hanno ulteriormente aggravato una situazione già precaria; l’uso indiscriminato di diserbanti, pesticidi e antiparassitari chimici ha irreparabilmente contaminato a volte anche il cibo; l’idea del progresso inarrestabile comincia a lasciare spazio a quella di un futuro dominato dall’incertezza, da possibili catastrofi perché la natura, coartata troppo a lungo, si sta ribellando e il rapporto tra animali, uomini e natura è stato alterato; virus prima inattivi si stanno risvegliando e, mutando, divengono e, pericolosi e resistenti.

Altrettanto grave è l’atteggiamento dilatorio che i Paesi industrializzati hanno assunto di fronte al serissimo problema dell’effetto serra e del buco dell’ozono: l’eccesso di gas dannosi sulla superficie terrestre provoca “l’intrappolamento” del calore, che comporta l’aumento della temperatura con le conseguenti modificazioni dell’ecosistema terrestre.

L’eccesso di fertilizzanti che si riversano nelle acque ne determina l’eutrofizzazione ed il soffocamento della vita marina e fluviale; il verde è quotidianamente minacciato dalle piogge acide e dai gas di scarico delle auto determinando una diminuzione delle specie vegetali ed animali. Gli stessi crescenti consumi della società industrializzata creano problemi di smaltimento dei rifiuti solidi, mentre la mentalità del riciclaggio non è ancora entrata nella cultura collettiva dell’umanità.

Tutti questi argomenti sono ben conosciuti ed ampiamente dibattuti; tuttavia il percorso che conduce ad una società libera dai problemi ambientali e rispettosa della natura e del mondo circostante è irto di difficoltà, soprattutto a causa dei fortissimi interessi politico-economici che ruotano nell’orbita delle industrie, principali responsabili- direttamente o indirettamente - del degrado del nostro pianeta.

Le problematiche ambientali odierne sono, indubbiamente, vaste ed articolate, ma l’uomo le aggrava non utilizzando un minimo di buon senso.

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Febbraio 2011 01:10
 

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